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OLTREILVALICO

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Ti vidi con l’immaginazione dei bambini, inaspriti e intrisiti di privazioni e busse. Le tue mani furono i tuoi boschi.

Il fianco non era più molto faticoso, ma cominciai a sentirmi inquieta, temevo di non arrivare, o anche solo di non arrivare in tempo. Risalii mezz’ora ancora.

Trentotto gradi, un’aria dorata ed effervescente. Sotto il sole infocato emanava un muscoso odor di femmina.

Cercare strumenti per agire sulle cose; il volontariato è l’attivismo di chi cerca in una “cassetta degli attrezzi” la soluzione a problemi urgenti: un fuoco, una finestra.

E dormo quei momenti, alla mia maniera, senza sonno né riposo. Vegeto di rimpianti e costrizioni inutili da non darmi quiete in cuore.

Un piccolo popolo, dimorato in un faggeto, non privo di sottili dispiaceri e violenti fuggifuggi.

La corteccia del faggio è liscia e grigia e in inverno il faggio veste anche di bianco.

Quella strada in termica la si può solo immaginare. Come cercarla?

Corri più piano, rallenti, è un trekking nei luoghi della poesia. Sotto un cielo come fosse un tetto.

E’ la luce del mattino a suggerire di permanere nelle intenzioni, seguitare il programma per uscirne vincitori o per esserne avvinti.

Una foglia non basta. Bloccato in gabbia, se solo potesse tendere all'infinito. Riuscirà il bruco a volare trasformandosi in farfalla o cadrà?